IDW Sonic: intervista alla cover artist

IDW pubblica un’altra intervista con un membro del team che si sta occupando della nuova serie a fumetti dedicata a Sonic. Questa volta è il turno di Nathalie Fourdraine, disegnatrice in carica per le cover. Eccovi l’intera intervista tradotta:

Sappiamo che il modo in cui sei entrata nel team della IDW che si occupa dei fumetti di Sonic è stato un po’ in stile Cenerentola! Puoi dirci qualcosa di più su come hai iniziato a lavorare alla serie?

Più o meno, sì! A dire il vero è cominciato tutto nel 2017; in estate stavo lavorando ad un’illustrazione per una fantastica rivista amatoriale su Sonic e, in più, Sonic Mania sarebbe uscito in agosto. C’erano un sacco di novità relative a Sonic quell’anno! Mi ricordai di Sonic CD che, personalmente, adoro sia musicalmente che visivamente. In quel periodo sentivo di essere in un blocco artistico, quindi, di getto, creai dei disegni di Stardust Speedway nei diversi periodi. Non mi aspettavo davvero che sarebbero piaciuti così tanto! Poco tempo dopo ho ricevuto un’e-mail da Joe Hughes (redattore all’IDW e una persona stupenda) che mi chiedeva se fossi interessata a creare le cover per una nuova serie a fumetti di Sonic. Ovviamente, ho risposto di sì! Ed ora eccomi qui.

Ti ricordi il tuo primo incontro con Sonic the Hedgehog? Con quale personaggio ti senti più in sintonia tra tutti?

Probabilmente c’è stato quando avevo otto o nove anni. Mia madre comprò un Gamecube per mio fratello e io ricordo che affittai Sonic Adventure 2 Battle; mi piaceva un sacco da ragazzina. Intorno a quel periodo affittammo anche Sonic Mega Collection e fu quel gioco, più di qualunque altro, che fece appassionare me e mio fratello alla serie. Ricordo che a nove anni sfogliavo il menu della gallery che conteneva le cover della vecchia serie a fumetti (ironico, vero?) e mi riguardavo le intro a ripetizione. C’era un frame con Amy Rose in una delle clip che mettevo in pausa. Poi prendevo carta e penna e la ricalcavo poggiando il foglio sulla TV perché pensavo che fosse stupenda! (poi però strappavo il disegno perché già a nove anni credevo di infrangere la legge in questo modo)

Da ragazzina, mi piaceva molto Amy perché era “la femmina del gruppo” e l’unica con cui mi potevo relazionare ai tempi. Facevo il tifo per lei, perché si fidanzasse con Sonic e ottenesse ciò che voleva, come i miei disegni da quinta elementare dimostravano! Ora ci sono molti più personaggi che mi piacciono. Sono più grande e ho più esperienze di vita, quindi diverse sfaccettature di me si riconoscono in più personaggi. Sono impaziente come Sonic, ingenua come Tails, fiduciosa come Knuckles, esuberante come Amy, appariscente come Rouge, scontrosa come Shadow… e potrei andare avanti.

Ti saresti mai immaginata a disegnare fumetti? Questa esperienza lavorativa su Sonic ha in qualche modo cambiato l’angolazione di come ti vedi nei panni di disegnatrice?

Non l’avrei mai immaginato! Il mio obiettivo era quello di continuare a disegnare e a creare, e anche a godermi quello che gli altri disegnano e creano, ma nient’altro di specifico oltre a questo. Quando ero al liceo creai un fan comic di un’altra serie, quindi non è che avessi zero familiarità con i fumetti, ma di certo non avrei mai pensato di disegnare cover che sarebbero finite su uno scaffale, specialmente di qualcosa che per me e mio fratello era così importante quando eravamo piccoli.

Qual è stato il tuo momento preferito finora nel lavoro che hai svolto per la serie di Sonic?

Immaginare le interazioni tra i personaggi! Ho capito che mi piace molto capire la chimica tra le persone e come il comportamento di qualcuno cambia a seconda di chi ha accanto. Ci sono tanti personaggi nella serie di Sonic con personalità diverse e questo ti dà un misto variegato di sensazioni. E’ molto divertente provare a immaginare uno scenario in cui questi personaggi si scontrano l’uno con l’altro. Penso che sia più evidente nella cover del numero 3, dove ci sono Sonic e Knuckles che fanno amichevolmente a gara, con Tails che fa il tifo per entrambi. Come reagiscono questi personaggi l’uno all’altro e quali azioni/scenari ne derivano? E’ una domanda che amo pormi e a cui cercare di rispondere.

Quale consiglio ti senti di dare a tutti gli aspiranti disegnatori di fumetti là fuori?

Disegnate tanto! Osservate il mondo attorno a voi e studiate come disegnare ciò che “vedete” invece di ciò che “pensate” ci sia. Studiate gli altri disegnatori e il perché la loro arte ha un impatto su di voi, poi sfruttate ciò che avete imparato in un modo tutto vostro! Postate online i disegni! Create fan art! Provate cose nuove, con cui non avete ancora familiarità!

Detto questo, capisco che sia semplice per me dire queste cose agli altri come se fosse una cosa facile; non lo è. E’ difficile. Sarete frustrati, poi felici, poi delusi, poi emozionati e poi capirete che attraverserete questo ciclo ogni due mesi. Ho letto dei consigli che non sono d’aiuto perché sono troppi generici, come se mi aspettassi che un disegnatore mi desse il sacro Graal e, dopo, fossi in grado di fare qualcosa di leggendario. L’arte non funziona così. E’ una cosa che ho appreso da uno dei miei insegnanti: l’arte non è come la matematica o la scienza, non c’è un modo di fare preciso, lo segui e automaticamente hai trovato la risposta. Ogni risposta nell’arte si apprende dall’esperienza, ma sfortunatamente ci vuole un po’ prima che le risposte arrivino. Ti ritroverai a disegnare e all’improvviso dirai “Oh!! Allora funzionano così le ombre!” dopo cinque anni in cui non hai mai neanche avuto idea di ciò che stavi facendo. Questa sfaccettatura del mondo dell’arte si applica anche ai fumetti.

Il miglior consiglio che posso dare, senza entrare troppo nello specifico, è di capirlo da soli, nonostante i problemi, di continuare a divertirsi nel fare ciò che si fa e di capire se si vuole continuare o meno. Se la risposta è “sì”, allora sai che stai facendo qualcosa che ti piace davvero e che, quindi, non cambierai idea in merito. Non bisogna mai arrendersi.